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Gruppo di Contatto misto sulla fragola: la Basilicata presa come esempio

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Il consueto appuntamento del gruppo italo-franco-spagnolo ha l'intento di fare il punto della situazione sulla fragolicoltura dei rispettivi Paesi, analizzando, ogni anno, i temi strategici sulla scorsa campagna per migliorare quella in corso.

A rappresentare ItaliaOrtofrutta – Unione Nazionale, c'erano due imprenditori lucani: Carmela Suriano, Ceo del Club Candonga, e Francesco Nicodemo della Nicofruit.

"Il mio intervento - spiega Suriano - si è focalizzato sulla situazione commerciale, analizzando i punti di forza e di debolezza del comparto fragola in Europa. Secondo alcuni studi, la domanda europea di fragola e di piccoli frutti è in continua crescita, ma il consumatore europeo non è abbastanza soddisfatto delle fragole che provengono dai diversi Stati membri".

"Se il settore fragolicolo intende crescere, occorre cambiare approccio. Bisogna dare valore alla fragola proveniente dai principali produttori europei, sia in termini di caratteristiche organolettiche, sia in quanto a shelf-life e qualità, quest'ultima intesa come salubrità".

"Il Club Candonga rappresenta un esempio positivo di come approcciarsi alla commercializzazione. L'idea di differenziare l'offerta sul mercato europeo è stata positiva. Infatti, il consumatore è disposto a pagare un prezzo più elevato per un prodotto che è differente per cultivar, tecniche di coltivazione, eticità e sostenibilità".

"Il consumatore non possiede strumenti per poter distinguere una fragola dalle altre. Attraverso un'attenta campagna di marketing, il Club Candonga ha comunicato le peculiarità di questo prodotto, differenziandolo dalle altre fragole".

"Per estendere questo concetto a tutta la fragola proveniente dai Paesi europei, ho riferito che è necessario uno sforzo maggiore da parte degli altri Stati membri al fine di valorizzare e comunicare al mercato la qualità di questo prodotto, modificando alla base le strategie dei diversi produttori, e inserendoli nell'ottica della qualità piuttosto che dei volumi".

"Lo scenario che si ha di fronte è quello di un'invasione di fragole da Paesi emergenti - quali Marocco, Egitto e altre nazioni del Maghreb - che stanno incrementando le produzioni. Vista la loro diversa legislazione, questi prodotti arrivano sui mercati europei con situazioni differenti, creando una concorrenza sleale".

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"Venerdì, durante il meeting, il rappresentante francese ha parlato di una campagna di comunicazione realizzata dal Ministero dell'Agricoltura sulla fragola francese. Qualora però volessimo dare un'occhiata alle superfici coltivate e, di conseguenza, ai volumi commercializzati, la Francia possiede solo il 20% di quella che è la produzione italiana di fragole".

"Sull'esempio dei nostri amici francesi, l'Italia, insieme alle diverse associazioni e unioni di categoria, potrebbe adottare diverse strategie di promozione della fragola, essendo uno dei prodotti eccellenti dell'agricoltura italiana".

"Per quanto riguarda la Basilicata, questa ha un sistema abbastanza avanzato in questa produzione. Per il secondo anno, questa regione vanta, nuovamente, il primato italiano per la coltivazione di fragole, con tecniche colturali altamente specializzate. Il gioco di squadra è fondamentale nei prossimi anni - ha concluso Suriano - dobbiamo sicuramente proseguire su questa strada, cercando di migliorare non solo le tecniche di produzione, ma anche adottando cultivar che abbiano importanti caratteristiche organolettiche, shelf-life e salubrità".

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